Due (di briscola?) Novembre
Luciano Tarabella
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A me Hallovìnne propio nùmmi piace!
Mi pare una azzata all'italiana
copiata dalla moda amerìana
per cui neanco i morti stanno in pace.
La trovo una burletta innaturale
per fare della morte un carnevale.
C'è chi dice che va sdrammatizzata,
e siccome crepà ci tocca a tutti,
onesti, ladri, bòni o farabutti
forse, sur serio, un va considerata.
Allora dai, per vincere la noia,
ecco la festa der tirà le còia!
(vabbè, d'accordo, sono un bùo nero:
ma cosa c'è da ride ar cimitero?)
🌐
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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alias Marina Pacifici31 ottobre 2014
Una satirica riflessione sull'aberrante consuetudine da qualche anno a questa parte di festeggiare una festa pagana, celtica, che nulla ha a che vedere con la nostra tradizione neolatina improntata sul rispetto e la memoria dei defunti. Condivido in pieno il pensiero in poesia del valente Autore.

