Incunaboli
Pier Giorgio Cadeddu
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Tra le pieghe dei tuoi lunghi capelli
umidi dei vapori del vento della notte,
la città è racconto di canti morenti all’imbrunire
sulle linee imperfette delle strade,
rigagnoli di affanni ed illusioni
reti neuronali di uomini spenti;
guardo sul finire del tuo viso,
come si estende la follia della notte
riflettendo incunaboli di giorno,
palpebre offese dallo spreco di luce;
e in questa mappa inconsolabile di occasioni perdute,
come un domino che alterna il chiaro con le ombre,
il tuo profilo staglia netta la frontiera
di ritrovare giorno ancora
nell’aria frastagliata
delle velocità feroci delle nostre speranze.
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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