La vita è una dolcissima debolezza
Mirela Stillitano
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Prima o poi accade
con un pugno serrato di maestrale
la vita ti colpisce
nel punto esatto in cui si interseca
la punta estrema del cuore e l'istinto primordiale,
recitando i suoi diritti
ti condanna con un manifesto
policromo di accuse.
Nascosta sotto la candida sottana
la colpa, madre di tutti i conti non saldati,
comandamenti disonorati
da sentimenti senza fissa dimora.
Prologo di una tragedia già scritto
sei nato con il peccato, lavato e poi immacolato,
ma predisposto per il difetto,
per aver perseverato nell'errore della perfezione,
colpevole!
Gli stàsimi del tuo dramma
prolungati da apatia
senza melodia, gaudio, euforia
colpevole!
L'amore, l'amore, l'amore... quale amore?
Colpevole, a prescindere!
Non è servito bestemmiare
guardando stelle decadenti
con la testa infilata nel secchio
cercando di berti anche la luna
sbronza delle tue lacrime.
Rane gracidano nello stagno degli occhi,
grilli spaesati danno buon consiglio,
strappa il foglio
strappa il foglio!
L'epilogo è una scure certa
che infetta ogni principio
e l'orgoglio modesto d'essere vivo.
A nulla serve rendere il tuo suolo esistenziale
letto di Averno per guadagnarti
un posto in prima fila con vista
e scorcio panoramico di santità
sull'eterno ricordo
di trascurabili, malinconiche, dolcissime
debolezze.
©
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Mirela Stillitano
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