Ricordi di un giovane ormai vecchio
Leggo tra gli occhi un velato ricordo
di donna.
Sento nell’eco risuonar madidi
i corvi.
Parlo con l’altro da me e ne sento
i lamenti.
Ora tutto questo può aver fine
se solo lo vuole la mente che crea
e scalpita, ferita da un nulla
preso a prestito dal niente della vita.
Sarebbe un idillio fondere le mani
in una pozza di fango per far nascere,
ognuno di noi per tutti e nessuno,
un Golem che sappia ri- vivere.
Rimane la voglia di urlare alla notte
mora e setosa.
Presenzia la vista del monte che lascia
un’ombra animale.
La morte non rimane mai stupita
ma pensa ed impara.
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L'autore
Maurizio Lupardini
Mi potrei definire un uomo in amore con la vita. La mia passione per lo scrivere risale a tempi remoti quando non vi era nulla se non un lume che risplendeva sulla tavola ed un foglio sul quale infondere la immaginazione. Auguro a tutti una buona vita Maurizio
Commenti (1)
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Lidia Filippi4 novembre 2014
Una poesia dal contenuto forte che lascia al lettore emozione profonde e induce riflessioni importanti sul tema della vita e del tempo che, inesorabile, trascorre lasciando sempre più ricordi e sempre meno speranze. Apprezzatissima
