Ad ovest del mio pensiero
Trepide le mani si muovono
A tastoni
Nel buio della mia anima
Mentre mi muovo, nel tempo.
Credi di razze esangui
Sguainati
Si come baluardi di vecchie,
Antiche stamberghe, logore.
Corvi aggettanti su corpi
Esangui
Lasciati a leccare la terra
Assetati di una morte, non loro.
Padri che aizzano figli
Malsani
Nel corpo e nel volto
Per renderli fantocci, d’uomini
Piange la sera che
Spera nel giorno ma
Ormai più non crede
Al domani vincente, sull’eterno imbrunire.
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L'autore
Maurizio Lupardini
Mi potrei definire un uomo in amore con la vita. La mia passione per lo scrivere risale a tempi remoti quando non vi era nulla se non un lume che risplendeva sulla tavola ed un foglio sul quale infondere la immaginazione. Auguro a tutti una buona vita Maurizio
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