Un sonetto da buttare
Scrivo poesie che sono spesso in metrica
con quartine che rimano fra loro
ma so poetare pure nell'ermetica
ed i miei versi son coperti d'oro.
Ed affermo che questa è giusta etica
'ché sul capo mi sia posto l'alloro
e se qualche invidioso per ciò letica
lasciate si avveleni il suo piloro.
Questa lirica è degna di gran lode
va posta nell'Olimpo di Poesia,
ma mi sta accanto l'Angelo custode
che subito mi dice: “In fede mia
io che ci ho un intuito divino...
sentenzio: è da buttare nel cestino!”
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano8 novembre 2014
Io credo che il sonetto non sia affatto "da buttare", e che il validissimo autore abbia messo quella nota per il gusto di depistare qualche lettore eventualmente sprovveduto. Infatti vengono considerati perfetti endecasillabi anche i versi con dodici sillabe, se le uscite sono, come accade quattro volte in questa poesia, sdrucciole.