Pane e rugiada
Davide Ghiorsi
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Adagiar m’è dolce e lieve tra i ginepri,
quando il sole di tramonto ammanta il cielo,
non s’ode altro che il rincorrersi di lepri,
e il rumor del tempo che rosicchia il cero.
Ma dai monti, miei, adorati e lungo i paschi,
scende greve la rugiada dalle vette,
e ricopre di silenzio il cuor dei boschi,
derubando gli orologi di lancette.
Triste animo, mio, al fin qui sei sereno,
non vuol lacrime la nebbia che dirada,
nessun nido è mai più soffice del fieno,
nulla sazia più del pane e la rugiada.
Non potrà il mio tempo più darti dolore,
non saprà l’inverno ardir di legno e brace,
ma la quiete addolcirà lieta il mio cuore,
adagiato, tra i ginepri... nella pace...
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