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Cronaca 14 novembre 2014 · lettura 1 min · 1408 letture

La tragedia del polesine

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Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Sembra ieri che successe la tragedia che fu immensa e, che in breve, allor, distrusse quell'embrione di speranza. Sono, invece, più di sessanta gli anni còrsi dall'evento; solo in pochi è rimembranza di quel tragico momento. Cateratte aperte in cielo s'eran da diversi giorni. Gonfi i fiumi, pregno 'l suolo: vano sperar che 'l sole torni. Anche il Po, il grande fiume, turbinava con furore: invadendo le golene distruggeva ogni "avere". C'era già grande miseria e disoccupazione tanta! Quella fu una botta seria per i primi anni cinquanta. Quanta gente scappò via dalla terra inondata! Non contava nostalgia a tenerla vincolata. Furon tanti da quei luoghi a non fare più ritorno. Altra vita, volti nuovi s'incontraron da quel giorno. Chi è rimasto, speranzoso nell'aiuto del Governo, si è trovato, poi, deluso come altri da quel giorno. Fu la gente ch'ebbe a cuore chi subì quell'alluvione ospitando, con amore, a migliaia le persone.
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Per ricordare a quelli che l'anno vissuta come me, l'alluvione del Polesine del 14 novembre 1951.

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L'autore
Lucillo Dolcetto
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Commenti (2)

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Donato Leo14 novembre 2014

Un inchino nei confronti di chi ha perso la vita in quella terribile sciagura. Un plauso ai tuoi versi decisamente tristi, ma molti lettori, per loro fortuna non hanno vissuto quel triste evento.

Annamaria Gennaioli14 novembre 2014

L'animo umano dovrebbe sempre ricordare per imparare dai sbagli e affrontare il futuro con la lungimiranza di non errare più, utopia la mia, dopo quell'alluvione, ce ne sona state altri e ora sono frequenti per l'incuria dell'uomo e anche per la Natura che spesso è matrigna, ci ricorda che noi siamo piccoli e lei ci tollera, ma credo ormai che abbia perso la pazienza, qualcosa sta per scappare di mano, sia all'uomo che alla sua madre Terra...