La tragedia del polesine
Sembra ieri che successe
la tragedia che fu immensa
e, che in breve, allor, distrusse
quell'embrione di speranza.
Sono, invece, più di sessanta
gli anni còrsi dall'evento;
solo in pochi è rimembranza
di quel tragico momento.
Cateratte aperte in cielo
s'eran da diversi giorni.
Gonfi i fiumi, pregno 'l suolo:
vano sperar che 'l sole torni.
Anche il Po, il grande fiume,
turbinava con furore:
invadendo le golene
distruggeva ogni "avere".
C'era già grande miseria
e disoccupazione tanta!
Quella fu una botta seria
per i primi anni cinquanta.
Quanta gente scappò via
dalla terra inondata!
Non contava nostalgia
a tenerla vincolata.
Furon tanti da quei luoghi
a non fare più ritorno.
Altra vita, volti nuovi
s'incontraron da quel giorno.
Chi è rimasto, speranzoso
nell'aiuto del Governo,
si è trovato, poi, deluso
come altri da quel giorno.
Fu la gente ch'ebbe a cuore
chi subì quell'alluvione
ospitando, con amore,
a migliaia le persone.
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Commenti (2)
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Donato Leo14 novembre 2014
Un inchino nei confronti di chi ha perso la vita in quella terribile sciagura. Un plauso ai tuoi versi decisamente tristi, ma molti lettori, per loro fortuna non hanno vissuto quel triste evento.
Annamaria Gennaioli14 novembre 2014
L'animo umano dovrebbe sempre ricordare per imparare dai sbagli e affrontare il futuro con la lungimiranza di non errare più, utopia la mia, dopo quell'alluvione, ce ne sona state altri e ora sono frequenti per l'incuria dell'uomo e anche per la Natura che spesso è matrigna, ci ricorda che noi siamo piccoli e lei ci tollera, ma credo ormai che abbia perso la pazienza, qualcosa sta per scappare di mano, sia all'uomo che alla sua madre Terra...

