Gli angeli del fango

Si sta tutti
in cerca di approdi,
come vecchi naviganti
con gli occhi persi verso i moli.
Terrapieni per i ritorni.
Adesso che il mare non fa più promesse
e trema sotto i tuoni
ed i rovesci,
nero come la malasorte...
siamo noi l'invaso per tutta l'acqua
che non riesce a contenere.
Nessuna rosta potrà salvarci
dall'erosione delle certezze.
Sulle darsene del mondo
si sta con piedi malfermi
sull'orlo di tutti i precipizi.
Ci resteranno mani per annaspare
ed occhi a precipitare
nel buio di un'eclissi annunciata.
Noi, figli di tutti i naviganti,
sui marciapiedi dei commiati
sotto un cielo appuntato
di mille disfatte
e mari, fiumi
e muri dentro.
Chi ad arroccarsi
chi a scivolare.
Ma ugualmente persi
su giorni di sabbia
su cui si scagliano
onde senza fine.
"Non c'è fango che tenga"
insiste la scritta
su maglie non più bianche.
Ma l'acqua
di tutte le lacrime piante
finirà nel mare della dimenticanza
a tradire anche "gli angeli".
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Anna62
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giacomo Scimonelli19 novembre 2014
riflessioni che condivido ...denuncia forte e sentita verseggiata con rabbia e garbo che deve farci riflettere... oramai ciò che è stato annunciato si sta avverando... la natura sta prendendo il sopravvento e lacrime amare si stanno riversando nei mari che accoglieranno lamenti e morti fino alla fine totale del genere umano... versi incisivi e ben scritti

