Umiliato amore
rita iacobone
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Tenerezza che accompagnavi
i nostri passi leggeri
su radicati tuberi
che al cielo mostravano
la loro amena fragranza.
Ora su arsi prati esausti
ci rinneghi lasciandoci inermi,
intorno il buio avanza ingordo
d'afferrar l'ultimo bagliore,
tace da ogni parte ciascuna voce
non osa neppur la Luna apparire
là,in quel canto, ferito,
sconfortato l'Amore piange.
E' stato umiliato
dall'insensibilità delle parole,
sale il pianto che forte si sente
e il vento compassionevole lo raccoglie
per disperderlo lontano
che altri non abbiano a sentire.
Offesi astri offre la notte
a noi, persi in un chiedere finito,
due gocce separate sull'erba
noi domani.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
Commenti (1)
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Sara Acireale16 novembre 2014
La Poetessa si chiede il perché quello che un giorno era Amore, adesso è diventato astio e si è trasformato in insofferenza. L'amore è stato umiliato da parole che feriscono. Non c'è un perché, non c'è una risposta. È finita così, il sentimento si è logorato e bisogna prenderne atto, con una pacifica e civile separazione.

