Tra noi nel silenzio, la luce
Giovanni Chianese
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Nulla dicesti
quella volta incontrandoti
nel crepuscolo d'autunno
ocra gialla il tuo viso
con occhi affossati e smarriti
fissi erano alle colline in lontananza
Cadente la foschia a confonderci
che buio annunciò intorno a noi
frastuono i migranti volatili
che dai pini al ciel s'alzarono
in cerca di speranza e tepore
per lidi ultra lontani
Ricordo come ora le emozioni
quando ti portai quella rosa
sigillo il nostro pazzo amore
ma tu non mi guardasti
né toccasti quei petali vellutati
desideri i boccioli imprecanti
nel nulla le tue carezze svanite
Lacrime di fuoco dal podio alla vallata
scesero a ciel sereno dal tuo viso
bruciando sogni dell'infanzia
mentre uragano scoppiava nel tuo petto
nuvole grigie nella tua mente
La mano mi portasti al seno
che tremava al tonfo impazzito
era un cuore impavido
che gelava il giorno più triste
e quella rosa in petto ti lasciai
per guarirti d'amore e di speranza
mentre pian piano s'addolciva
quel tuo aspetto impazzito
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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