Verso il Santuario
Saverio Chiti
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M’incammino spesso da questa mia terra di confine
che da Capraia alle porte del comune
porta a te, maestosa chiesa dedicata
a sì tanta buona Madre
come spesso accade mi perdo in pensieri
e in spirituali sentieri
per poi ritrovarmi al tuo cospetto
senza esserne stato incline
va da sé, che tutto appare giusto
e come il fraticello devoto mi accingo a liberarmi il cuore
fra le tue materne braccia
in cui rinnovo traccia del mio cammino
come quando da bambino
la mamma mia sovente m'incamminava
poi al vertice di questa salita
ti trovo innanzi a me
e dentro tutto si dissolve, anche la fatica
che ogni giorno m'assale senza un perché
forse è quel che vedo guardando verso te
a darmi fiducia e pace interiore.
Qua attorno tutto è pace e silenzio
e se l'anima ne viene carpita
è anche amore e gioia infinita
che s’addensa in ogni cuore ogni qualvolta
lo sguardo si perde sul maestoso campanile
e sull’armonioso porticato
alla sinistra dell’ingresso, dietro una porta di vecchio legno
trova rifugio ciò si nasconde alla gioia dei nostri occhi...
Uno splendido e curato giardino contornato di colonne in pietra
fanno da corollario al veterano pozzo, che campeggia con un’aurea di letizia
al cospetto dell’incredulo visitatore, grato d’essere al posto giusto
per fare ristorare la sua ravveduta anima
ai margini del giardino e all’interno del colonnato
magiche porte si aprono su piccole o ampie sale
dove preghiere e grida di bambini
si mescolano a sapore di buon cibo e seminari d’ogni sorta
mentre da un grande accesso si trasmigra in quel ch’è refettorio
e dimora di consacrati fraticelli.
Dopo a lungo aver visitato quel che c’è attorno
mi appresto a varcar la soglia del Mariano Santuario...
All’inizio faccio fatica a tenere alto lo sguardo
come un pellegrino mi avvicino a te
che dall’alto invece mi inciti a tenerlo sollevato
e casomai aprire il penitente cuore
percorro piano i pochi passi
scrutandomi dentro alla ricerca del difetto
che so essere poca cosa per la tua voglia di perdonarmi
quando infine accolgo la tua sfida e ti guardo
trovo in te amore e comprensione
nella difesa estrema per quel che di fede è estremo baluardo
rimango attonito e confuso come se i tuoi occhi
si impossessassero del mio cuore...
Troppa è la mia colpa per non cedere all’improvviso
a quel tuo celestiale sorriso che mi dona pace
tu sai come assolvere ogni mio intimo peccato
non c’è bisogno di elencarli, solo un attimo ti è bastato.
Dopo essermi preso la giusta dose di premure
e un lungo elenco di promesse da mantenere
mi sposto in quella cappella laterale dove mente e cuore
si trovano spesso in dimora
e davanti alle divine tele dei novelli Santi
m’inchino in preghiera
loro che sono stati con il fraticel Francesco
le mie guide in questa vita d’avventura
e ancora sono presenti ogni dì dentro me
a padre Pio e il mio Karol, mando or ora un devoto bacio
affinché ogni mio passo sia benedetto e giusto
e non ceda mai alla vanagloria o all’opposto.
Infine dopo tanto peregrinare su di una panca ai margini mi siedo...
A te mio indulgente Cristo, niente io chiedo
sai già cosa in me è punto fermo
amor per i miei cari e carità per il dimenticato
innanzi a te io mi prono come un errante sconosciuto
e ogni pensiero in questo divino Santuario, ancora soffermo.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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