Angelo Et Demone
Vattene
Non han posto gli angeli
Nel mio crudo inferno,
Caduca foglia
Dietro te
I miei rami spogli
Tremano solitari;
Spaesata speranza picchietta
Il mio tronco granulato,
Se nella linfa vive
La gioia d'un sogno
Di fantasie la terra
Ho nutrito costante
E ad ogni perché
Rispondo scontato dicendo
"Ma a chi importa
Degli alberi abbattuti?".
Rigettato sul pavimento
Il nichilismo acido fermenta
Distruggendosi nutre
L'alba timida nel mostrar
La fragilità dei suoi colori
Ed ora gli anni parlano
Antiche sconosciute lingue:
L'amor uccide il corpo
Con quel docile suo
Lasciar andare;
Volai in alto
Oltre le catene, le nuvole,
Gli oceani, il dolore,
E quando stremato afferrai finalmente
La prigione che illude e contorce
Caddi a cometa spenta
Sul dosso d'un palmo mio incavo
E più in su tu mi portasti
Più profonda fu
La voragine che lasciai
Lì ad attenderti su la ferrea terra.
©
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L'autore
Who
Biografia: il mio nome e cognome ha in comune un "avi" dunque fin da piccolo vivo nella convinzione di essere un file in formato audio/video; oibò la ricezione streaming non è poi così male seppur spesso laggo. End & Rewind, Have Fun!
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