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Riflessioni 25 novembre 2014 · lettura 1 min · 6316 letture

Alla memoria

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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E così si arrestano le ore. La falce, perpendicolare sulla testa, quasi a colpirmi, mi ricorda il vuoto in cui si cade, quando la fragilità del ricordo t’annebbia la vista. Quanto c’è da rincorrere per arrivare al varco senza linee divisorie? Mi raccontavano le favole, i perché chiesti ai dubbi sciolti alla riva del mare, fino allo stremo delle forze, aggiunte, al sonnambulo cammino, di conchiglie impigliate nelle alghe. Mi hanno chiesto dove tramonta il sole, dove il fiume lascia la sua impronta, e quando la notte lascerà alle stelle la parola, e alla memoria.
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Rita Minniti
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Commenti (5)

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Patrizia Ensoli25 novembre 2014

Nella prima strofa si condensa l'ombra dei ricordi che serrano e impediscono di vedere il sole... " mi raccontavano le favole " ... quanta disillusione in questa frase non ci sono favole nella vita, non ci hanno allenato all'inganno al destino sbagliato ... il lieto fine è l'oro di pochi " nella realtà " Questi i passi che mi sono arrivati dritti dritti al cuore per poi scivolare su quel mare di conchiglie incagliate ... Poesia che avvolge e cattura, con la delicata maestria dell'autrice.

Francesco Rossi26 novembre 2014

Leggendo questa poesia mi viene in mente questo: CHIEDI AL RIO PERCHE' GEMENTE DALLA BALZA OVE PRESE VITA ALLA MAN CHE LO STRASCINA E NEL MARE SE NE VA A MORIR, TI DIRA' CHE LO TRASCINA UN POTERE CHE NON SA DIR

carla composto26 novembre 2014

lirica coinvolgente che abbraccia in emozioni che arrivano sempre al lettore ... versi bellissimi propri dell'autrice

Paola Vigilante29 novembre 2014

Versi profondi ed intensi in cui si avverte tutta la fragilità del vivere di un ricordo che ha lasciato dietro di sé infinite domande alle quali non sempre è facile dare risposta. Immagini suggestive ed uno stile elegante e curato contraddistinguono come sempre le poesie dell'Autrice. Molto apprezzata, letta e riletta per coglierne maggiormente il senso.

Enrico Baiocchi30 novembre 2014

Domande che schiudono orizzonti, paure che rendono insicuri i passi, sogni sotterrati nelle illusioni, ma nell'ultima strofa voglio leggere la speranza che tutto deve ancora definirsi, che in fondo siamo noi a decidere il destino. Una profonda introspezione che ho molto apprezzato nella forma e nelle metafore.