Pulizie di primavera
Dietro la parete della rimessa,
ho cacciato la testa nel vecchio baule ingiallito,
fabbricato da chissà chi e chissà dove.
Come sentirsi di là confinato nel limbo di chi in vita non abbia più terra sotto di sé,
né cielo, né catene, né parole da spartire con alcuno che capisca.
Povero vecchio baule.
Ho fatto scattare la serratura e maldestramente ne ho rimosso il coperchio,
e insieme ho tirato via il mio,
che senza peso e senza posa adesso si apre e si richiude.
Ora sono qui,
rannicchiato in cantucci sbiaditi e pieni di spifferi,
dimora di genealogie e parentele di un tempo che non c'è più.
Risuonano le voci come echi smarriti tra gole ghiacciate.
Lo spazio si decora con storie da dimenticare.
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