Il funambolo
Ordinaria resta la vita senza di te
stilizzata da chiacchiericci e circostanze
divaricata da un verbo passato e uno presente
grammatica che sdruce spezza e infrange.
Non sei tu che mi dicevi “non temere,
ma ridi come un matto e a voce alta
lo scacco attende tutti e tutti fiacca
il funambolo sai tien conto di cadere”.
Se adesso ti dicessi cosa sento
a placar la pena con cui mollo
la fune che dall'alto mi stringeva
che di te era nel vuoto la barriera.
Alle confidenze mie non dai risposta
un monito col silenzio costruisci
a chi ricerca luce suggerisci
il sole annienta e brucia chi si accosta.
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