Io e l'alba
Giovanni Chianese
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È alba al mio cospetto
scende silenzio sacrale
sull'immenso parco
Il cielo al sole quieto
smaglianti colori espone
Sorgente sulle sponde
arpeggia tra i sassi
è acqua scrosciante purezza
Carezze scendono a valle
ed io cristallo immobile
tra melodia di fondo
tra le onde mi sposto
Miracolo sulle rocce
quell'intenso muschio
come velluto pregiato
che detta frescura e vita
Contrasti le timide ombre
tra spicchi d'intensa luce
e nebbia che s'alza nell'azzurro
come fumogeni d'incenso
sopra il verde smeraldo
di rugiada vestito
Come timida piuma e occhi attoniti
ascolto e annuso il vergine nulla
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Francesco Rossi9 dicembre 2014
In quel silenzio sacrale come non riconoscersi e poi avvertire in tutta la loro forza le sensazioni che l'autore fissa in poetica.

