L'altro luogo

Di queste notti
dal sapore metallico e inquieto
del domani.
Della pioggia
che incessante cade
sul selciato plutonico.
Dove a ogni arrivo
di quei passi inconfondibili e nudi
sembro ritrovare il mio prossimo giorno.
Mi nascondo dietro a un nome
e quasi dimentico il suo.
Quando strilla il dolore
nello sguardo rivolto a questo posto
dove è precluso
insieme
soffrire e gioire.
Poi nel mio sonno
l’inconscio fa vivere il sacrilegio.
Trasparente il piacere sulle mie dita
e in ogni movimento.
Spinge con forza
e mi bacia
e mi bacia le labbra
perché di lui non posso essere sazia.
Entra con fermezza
il madido ricordo di quell’affiancarsi
qualche secondo o secolo ancora.
E appare l’altro suo volto
e io ho un altro nome
con il quale adesso mi chiama.
Nel luogo
in cui può essere mio.
Finalmente.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (2)
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Umberto De Vita4 dicembre 2014
Una poesia che decanta l'amore elegantemente. Apprezzata per forma e contenuto.
Francesco Rossi4 dicembre 2014
Un verseggiare d'amore che si esprime attraverso sentimenti emozioni e imprevedibilità.


