Ipocondria dell- anima
Vengo a te,
tachicardico pensiero
della notte
con braccia che sostengono
il soffitto carico di ricordi
e sangue.
Vengo a te,
tra il rumore
di questi silenzi
che imbavagliano
l’anima
e la voce dei venti
di questa bufera.
Mi trascino ansimante
ai limiti del destino,
ai bordi delle giornate uggiose
che ci dispensano
fumo e verticalità
discendenti
di grezza materia sognante.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi15 dicembre 2014
Si odono in questa poesia i battiti dell'attesa in una poetica sciolta e ben strutturata.
