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Riflessioni 4 dicembre 2014 · lettura 1 min · 3154 letture

Voci che ritornano

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Quanta amarezza è posare lo sguardo su un campo di grano, non vederne la mietitura, non ascoltare il respiro accarezzare i papaveri. Non trovarsi a sostare, ubriacandosi, nello sguardo d’un tramonto. Quanta malinconia è sentirsi un riflesso del destino, aspettare per raccattarne i cocci, e non sapere quale sarà la sorte. C’è un bivio, al di là dell’enigma a cui chiedere risposte, quando soccombe la paura, ma non ascolta. Soffia su giorni temuti, contandoli a ritroso, come fossero antiche pergamene dimenticate, che si srotolano, nell’attesa del risveglio di voci che ritornano.
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Rita Minniti
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Commenti (8)

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piera tola4 dicembre 2014

Voci che ritornano sono voci mai andate via... e sempre nel momento meno opportuno si fanno sentire, la forza nel bivio della scelta se si vuole riprovare la sensazione della mietitura e deliziarsi del colore dei papaveri.

carla composto4 dicembre 2014

spesso ricordare fa male, ripensare tempi ormai remoti, cercare di poter udire voci alle quali fare domande che non hanno risposta... soffermarsi su ciò che era semplice, bello ed emozinava... malinconia nel sentirsi un riflesso del destino... lirica che apprezzo molto e che conservo con cura, questo é ciò che mi é arrivato il mio plauso

Sara Acireale4 dicembre 2014

Voci che non ritornano, come quando si vive in apnea e non si riesce a distinguere il buio dalla luce, come quando la vita appare inquieta e senza prospettive, in una perenne attesa di qualcosa che non si avvererà. Vivere la vita in questo modo provoca angoscia e ci si rivolge a un bivio che va oltre l'enigma ma... ahimè, senza ottenere risposta. Una lirica che colpisce il lettore per la volontà di "riscatto" espressa dalla Poetessa. Un vento soffia sui giorni neri della tempesta (paragonati dall'autrice a pergamene dimenticate) che vengono srotolati in attesa delle voci che ritornano. Le voci, come i pensieri e le emozioni, che verranno restituiti assieme ai ricordi perduti.

Doraforino4 dicembre 2014

Voci che ritornano, come antiche pergamene e con esse arriva una malinconia che ti procura paura del domani! Intensa profonda!

lucio lucentini5 dicembre 2014

La percezione dell’essere si riflette sui nostri desideri, sul nostro intimo modo Di vedere la vita attraverso le emozioni, sulle domande indissolubili, sulla sensibilità che quando c’è si esprime, come in questa poesia.

Antonio Biancolillo5 dicembre 2014

E tutto intorno è avvolto da quel mantello di silenzio... le ombre diventano respiro senza suono... ed i pensieri si possono vedere nel loro passare davanti agli occhi... un volto, un riflesso, un inseme di domande, l'attesa di un profumo,... suoni di voci che ritornano... in quell'aria tutta così irreale e malinconica... e aspettare un qualcosa senza sapere da quale strada possa arrivare... Sono momenti così pieni di malinconia... resoconti di vita... ricordi lontani... che ti arrivano e chiedono risposte che non si hanno... Molto apprezzata...

Giovanni Chianese5 dicembre 2014

Le amarezze della vita sono obiettivi non raggiunti, nonostante gli sforzi adoperati. Vedersi rovinare il raccolto dopo tanti sacrifici è come non respirare aria pura, anche trovandosi a faccia a faccia come cielo e mare sulle orizzonti di limpide trasparenze. Quanta malinconia sprigiona, a volte lo stato d'animo spezzato dagli eventi controcorrente, ed è qui che subentra l'angoscia alle domande mai risposte, a quelle voci rassicuranti che fanno gioco forza al volere di continuare l'ascesa. Intanto l'attesa è uno sgomento a ritroso, mentre la mente sogna quelle agognate voci. Bellissima, complimenti all'autrice.

Francesco Rossi10 dicembre 2014

Leggo la poesia e le sensazioni si intrecciano e quindi la coscienza dello scorrere prende corpo.