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Riflessioni 5 dicembre 2014 · lettura 2 min · 707 letture

La solita notte fra gli ultimi

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Ruslan Lyakh 9 poesie pubblicate
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E qui si sentono le grida. E noi chiudiamo un occhio. Nel'umidità di nostra beniamina cella... nella ampiezza d' eco, che oltrepassa i confini di questa cara a noi tomba... un altro occhio è sempre sveglio, che veglia su di te, il mio affamato prossimo cosi a me vicino. Lì tagliano e segano la vita di uno sfortunato, che non lo siamo ancora noi. Qui... appare in aria il destino di tramare i successi delle fughe miracolose, che non si averanno mai, o, certamente. E alla fine il mondo si gira e rigira... e noi giacciamo sulle sponde rigidi di questo tenebroso mare. La notte - vecchia cortigiana, corrompe anche il nostro breve doloroso sogno. E noi - alquanto martiri senza una via di altra scelta marciamo in esso, si campa e... giacciamo per terra quasi qui... marciamo. Le grida assai poco felici raggiungeranno l'apogeo. Ci sveglieranno mica a noi? No. E solo tremano in grembo agli incubi i denti, che son da boia numerosi non manca tanto da strappar. I cuori nel gioco solitario si battono solo per questo. Presto a mancar. La notte è immensa...
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Vi offro una metafora con vari sbocchi interpretativi.

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