Là e senza

Accade l'ora in cui ti perdi.
Pensieri oramai sciolti e sleali...
calanti verso il tradimento del cuscino
e dell'approvazione del capo cosi vile,
che a tali loro eloquenze grato si inchina.
Ti fanno respirare i sogni in sillabe,
magnifici i loro versi,
ma pur ed anche fatui...
come il cuore
di una alba dirompente
in avvenimento.
Cosi tardi...
Ma io non voglio dormire.
E mi inchino
verso una inspiegabile insonnia.
Raccolgo i granuli
delle ultime mie risorse
e vi abbandono...
Il mio silenzioso
sbattere le porte
lo sentireste?
E molto più di mezzanotte
e al di fuori della città,
oltre i confini della mia vita...
a me perseguitano le tenebre
del tempo, che temo presto finirà.
Si, ho paura dell'inevitabile,
ma più che altro
dell'insensato viavai
delle acque insabbiate
nell'orologio dentro una lacrima.
Che sono qui e parecchi.
La mia esistenza
ha il suo pieno quadro
sulle mie guance,
che io nascondo
nel fischio ululante
del notturno...
Ebbene, che il vento curi
i minori mali...
le gocce le asciuga.
Eppure, resta il sale.
E resto solo io.
Ed io non voglio morire.
Non cosi.
La notte mormora in mille denti
dei focolari cosi lontani...
L' alba è in arrivo.
Ed io tornerò.
Se solo avessi questo luogo...
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