Fotografie
Ritornare lì, in quella stanza colorata di bianco e di nero,
nel tempo che fu della prima infanzia
immersa in un passato dal odore familiare.
Con gli occhi di oggi ti guardo e mi chiedo:
fu di balocchi o pianti
di sogni, chimere o di lampi il tuo mondo,
di gelati inverni o profumate primavere.
Dio non lo ricordo!
Ora, che sbiadita m’appari,
con le gambe incrociate e gli occhi grandi,
seduta sul comò con lo specchio,
tra queste mani di donna
e le pieghe di una fotografia dal tempo ingiallita,
vorrei!
Vorrei tanto sapere, dei segreti.
Entrare nei cassetti del cuore
scartare i sogni per farli volare, lontani.
Vorrei giocare con pensieri ed illusioni
con la speranza che si avverino di nuovo.
Accarezzare dolcemente la tua ingenuità,
che intatta negli anni, in me ancora resiste.
©
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