Giorno sleale
Giuseppe Fulco
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Oh, grigio e monotono giorno sleale
che t’ insinui senza voce né passo,
il tuo silenzio m’è grave e letale
e vibra sul glicine come corde d’un contrabbasso.
Di questo caffè dal solito aroma
che l’acquavite infiamma e odora,
ne oscuri la facile chioma
con velo impuro che mal rincuora.
Son languidi tremolii le gocce
in agonia sul vetro chiaro.
Come lacrime scivolano senza voce
né labbra schiuse in cui trovar riparo.
Ancor non conoscevo questa tua dote
abile a ferire con opaco candore.
Complici le ore corte
e una stagione gentile che muore.
Oh, quale fanciulla dal riso fine
potrà mai dissolvere il tuo impero
che si mescola alle foglie chine
con profili sfumati di grigio e di nero.
©
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L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
Commenti (1)
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Elena Poldan7 dicembre 2014
Sapiente e ben riuscita tessitura di versi per dipingere un malinconico stato emotivo. Le immagini usate trasferiscono nette e chiare le sensazioni volute.

