Monoliti
Il grande monolite
in mezzo al deserto
impenetrabile
granitica essenza
un immenso deserto
arido e secco
solo sassi e roccia
la terra che brucia
cammino da solo
avido d'acqua
guardano i miei occhi
vicino e lontano
ovunque pilastri rocciosi
svettano netti
immobili e fissi
crudeli e spietati
sono infiniti
migliaia milioni
avanzo fra essi
sorpreso assetato
uno ad uno li tocco
solo liscia e nuda roccia
sento al mio tatto
cerco una fessura
un incavo un varco
per penetrare oltre
quella rigida scorza
scavo con le dita
fremente e agitato
mi consumo le unghie
sanguinano le mie dita
tenace continuo
non mi arrendo
non mi arrendo
le mie mani
sono una poltiglia
grumi di sangue
e carni rapprese
vano è il mio agire
non una stilla d'acqua
trasuda dalla roccia
tutto è roccia
solo roccia
inutile scavare
cercando una polla
resta inappagata
la mia sete
nel cimitero di monoliti
giorno dopo giorno
il tempo li erode
li consuma inesorabile
implacabile il vento
granello dopo granello
li sfalda e li corrode
sempre fissi ed immobili
crudelli e spietati
si consumano
rimpiccioliscono
si sfaldano
svaniscono.
©
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Commenti (2)
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Apache27 giugno 2007
non letta ma sorseggiata lentamente con la speranza di un finale piu' lieto, intensa e sofferta
Triste28 giugno 2007
Mette inquietudine immaginarti vagare nel deserto fra rocce che non si fanno scalfire... ma tu sebbene ne abbia timore insisti per trovare in esse qualcosa di buono..qualcosa che disseti la tua sete di capire... Cerchi e scavi senza nulla trovare... ma sai che solo il tempo, prima o poi vincerà anche sulle rocce più dure...

