Al largo dei sogni
Rita Minniti
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Era autunno,
al largo dei sogni,
acqua limpida d’un mare indifeso.
- La traiettoria inequivocabile -
Ero io che non vedevo
i rovi sbriciolarsi
a una luce d’apparenza.
I rami in ginocchio,
si piegavano all’ultimo sole,
e tutto si proponeva al mio dire.
Anche il sentiero
percorso tante volte,
era nemico,
e la vista del sole
lasciava indifferenza.
- Avevo forse perso il senso del bello? -
Era strana la musica,
la pioggia scivolava di traverso,
quando gli occhi,
su una lacrima insistente,
si ritrovarono a volare
oltre quel cielo.
C’era un principe
su un cavallo bianco,
le nuvole ansimavano d’azzurro,
ai piedi petali di zagara,
e una rondine,
dalle ali trasparenti,
attraversò l’arcobaleno
e s’aprì la strada al mio ritorno.
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (1)
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Bruno Leopardi13 dicembre 2014
E' il racconto in poesia di chi si perde e poi si ritrova, quasi un relazionarsi con chi legge fino ad inserirlo, il lettore, in se stessi. E' un racconto di fantasia che tante volte accade nell'esistere, anche se non sempre esso termina come nell'ultima stupenda strofa che fa da chiusa. Molto bella un gran piacere leggerla.

