Sindrome di Stendhal
Cristiano De Marchi
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Corpi inermi
avvolti in un'unica spirale di morte,
lo stridio di lame taglienti!
Cento spade e mille dardi
urla di dolore
su campi di battaglia.
Il nitrito di cavalli stanchi
e poi la paura!
L’opera si muove
il disegno prende forma ...
Il rumore del vento
il silenzio della morte ...
Dolore straziante invade la tua mente
e tu,
inesorabile spettatore d’arte,
ascolti e vivi
un empatico groviglio di sensi!
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L'autore
Cristiano De Marchi
Commenti (1)
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Azar Rudif8 dicembre 2014
Versi degni di nota e descrivono magistralmente la sensazione di chi si perde in un'opera d'arte, in un'immagine che fa sorgere in chi guarda antiche reminiscenze e ci proietta all'interno della rappresentazione artificiale come fosse vera. Per me non è una sindrome, ma la capacità di cogliere l'impeto creativo dell'autore ed il senso della sua opera. L'immagine usata, se non erro, rappresenta il Carroccio e le battaglie che guidava. Per chi sente una cosa del genere, questo quadro potrebbe rappresentare un momento vivo. Oppure è l'immedesimarsi nel senso del bello e dell'armonia che l'artista ha voluto immortalare. Oserei dire "W il dono di Stendhal" cui questi versi potrebbero dare giusta riconsiderazione.

