Gli attimi nel buio tristi e sfuggiti

Io rivoglio
i cari giorni,
che son
le vittime disperse
nei mari stanchi
d' oltretomba,
nei mausolei
appassiti d' ora,
un'ora febbrile
da sola,
che si appresta
incandescente
a mancar...
E qui
il mio sguardo
piano - piano
ne svela
la maestà dei passi
assai poco
gocciolanti...
Cosi accade:
la faccia mia
assembla il grigio
da amichevoli pareti.
L' udito gode di fervore,
delle lancette in calore...
E l'orologio
entusiasta - vagabondo
fa si che sciolga
al ruvido decapitare
di ogni nitido barlume
il flusso di speranza
nel'attimo insanguinato,
che ci sia
a gemere in me...
La notte mia
è la dea del'inganno.
Nessuno presto si accorgerà...
Che son travolto
dalla fiaba illusoria
del passato,
in cui risiedo
da decennio oramai.
Solo il "tic - tac"...
Gli squilli
dei benestanti grilli
fra gli universi
di erbe fresche e lontane
si riuniscono cosi
con il trascorrere
del taciturno
in una melodia silenziosa.
La vita ebbra di un uomo,
che si è perso i giorni
in mezzo al cammino
di lancette...
Io li rivoglio...
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