Giaciglio alieno

Si veste di gelo
l'aria stasera
e alcun tepor
trapassa l'insano velo.
Letto conforme a dura scorza
o spessa e scomoda corazza
e intanto...
nel ramingo cuor
lo sconcerto impazza.
Esorto la notte
a scorrere in fretta
perché mai giaciglio
fu tanto alieno e maligno,
e a rintuzzar la veglia
e il sonno
son piume di legno.
Batte e ribatte sorda la campana
scandendo il tempo dell'ansia e di buriana
e mentre lesto sfoglia
il calendario dell'avvento,
non concede sconti
quel gelo che attanaglia,
ma quatto e silente minaccia
con amaro che sa di rimpianto,
poi pressa, strangola e affossa
e di sapido umido solca la faccia.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo8 dicembre 2014
Così leggiadra... vola tra pensieri della sua fantasia... sfogliando calendari accarezzati da rimpianti... e aspettando che quel "giaciglio alieno" passi in fretta il suo tempo... Musicale e nei suoi passaggi contornati da immagini di emozioni... MOlto apprezzata...

