Giungla metropolitana (prosit)
Aldo Bilato
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se non ci fossero fiati e trombe da sfiorare
le voci si incamminerebbero
verso l'ignoto, ignorandoci...
alle pendici delle fauci aperte fagocitanti
ci sarebbero cibi cotti dai leoni
e lepri alle lavastoviglie...
se dal pulpito la predica scaturisse lapilli e lava verso l'ignoto
sarebbe sempre la parola:
come da Ulisse nei marosi
che si sforzò a proferire, reggendo la tempesta
assecondando poi l'aurora
e scoppiando a ridere bevendo vino
festeggiando "a voglie" con le vestali...
se volete accomodarvi
c'è posto sotto l'altare:
serviremo dell'ottimo agnello
patate alla brace, vino
in brocche con cannella e
chiodi di garofano a profumare le vostre sottane e le tuniche
madide di santo sudore: signor controllore...
abbiamo impressionato le platee
voltandoci spesso a fissare il vuoto
mentre le falene credevano di giocare a scacchi con la luna;
avevamo sicuramente esagerato con i prosit, comunque:
t'avrei presa a calci quella sera, se avessimo perso il pullman per il ritorno...
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L'autore
Aldo Bilato
Commenti (1)
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Clara Gismondi28 dicembre 2014
Una questione di stile... ma non c'è solo quello a rendere le tue poesie solo tue... Una mistura di dentro e fuori passato e presente storia che si ripete forse ... In qualche modo mi ci ritrovo sempre! Grande!

