Canto d'amore di Matusalemme
S'ingegna il cervello e mi mostra
qual fosse la cosa da fare
nel mentre girava la giostra:
sparire all'istante, salpare
per lidi remoti, lasciare
quel vortice e andare,
fuggire lontano, morire, magari.
Sorrido, ti bacio, m'abbracci
ti guardo arrossire pudica
eppur son trecentovent'anni
che m'urti e dal letto mi scacci
in men ch'io "carissima" dica.
I segni del tempo crudeli
ci mostrano quello che siamo:
residui, due vecchi cimeli,
due foglie staccate dal ramo.
Mi guardi sottecchi, siam pari,
eppur non mi levo di torno,
cancello i ricordi più amari,
mi alzo... e ti dico buongiorno.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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