Il viale degli alberi di cartone
Hariseldom
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Il bambino ebreo alla finestra
il naso schiacciato sul vetro
guarda la sfilata sul viale
dove alberi di cartone
reggono la volta celeste.
Il plotone dei bambini soldati
suona le trombe
e una giovane comparsa
porta la bandiera
del gran califfo.
La signora del piano di sopra
quella che lo ha denunciato
vende semi di ogm
con un carretto di piombo
ha il culo scoperto
e una gonna di velluto a coste.
Sfilano a passo d'oca
le truppe scelte delle ss
hanno rossetto alle labbra
e occhiali da sole rubati
a poeti spagnoli massacrati.
Un prete di Madrid
benedice la folla
sotto la statua di Andreotti
con la foto di Franco
appuntata sulla nera tonaca
macchiata di sugo.
Partigiani Jugoslavi
trascinano esuli istriani
incatenati da mille proclami
diretti alle buche sotto il sepolcro.
Fascisti in bicicletta
mettono in mostra gagliardetti
salutano al duce
e indicano le case degli ebrei
ai massacratori albini.
Quattro guardiani
in alta verde uniforme
difendono dai clandestini
il rifugio dei cani
che il buon Hitler ha donato
lui che ama tanto gli animali.
Il fratello del bambino ebreo
scrive da Gaza
di fosforo bianco che cade dal cielo
Studenti americani
in fila ai lati del corteo
mostrano teste sulle lance
per un dio di morte
che adorano
nella terra dei due fiumi.
Poi
il cielo s'incupisce
e scende l'acida pioggia sul viale
che scioglie i cartoni
e poltiglia si forma
lungo la strada.
Sembra guano
feci putride miste a petrolio
sembra il marcio del mondo
la cui puzza non arriva
dietro il vetro
e la pioggia spegne
i forni di Mauthasen
che aspettano quel bambino.
Su quel fiume di fango
passa una barca
con sopra un musicista cieco
che suona in mi maggiore
Bach al suo violino.
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Hariseldom
Commenti (1)
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Azar Rudif15 dicembre 2014
Una serie di immagini prepotenti nelle sensazioni e poste in una sequenza che rappresentano situazioni distaccate dal contenuto del testo, ma sono parte di quella vita che ci circonda e che scorre ignara e indifferente a tutto. Quasi un ritmo da ballads.

