La ballata del capitano Mack
Davide Ghiorsi
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Saettano i lampi,
nel sordo fragore,
ruggisce il vascello,
dei mari terrore.
Ritto al timone,
il suo capitano,
fiero, mai domo,
con l'armi alla mano.
Gli anni perduti,
in mille battaglie,
mai coronato,
da inni e medaglie.
Ha il fuoco nel cuore,
lo sguardo di ghiaccio,
il tuon nella voce,
ed il ferro nel braccio.
E sfida incurante,
la pioggia battente,
combatte da solo,
col mare furente.
Ma quando si placa,
la sferza del mare,
annega negli occhi,
la stella polare.
E rimane da solo,
sul ponte di prora,
mentre un singhiozzo,
nel volto gli affiora.
Fissa quell'onde,
che inghiotton la stella,
vola un sospiro,
per la sua bella.
Chissà dove lasciata,
forse perduta,
ma nel fondo del cuore,
da sempre tenuta.
Affida poi all'acqua,
celando l'umore,
un'altra bottiglia,
di frasi d'amore.
Ma poi si fa serio,
tornando sì desto,
provando rossore,
per "misero" gesto.
"Signor capitano,
se posso parlare,
non si è veri grandi,
se non si sa amare.
Provar sentimenti,
o lieve tristezza,
non portan vergogna,
neppur debolezza.
Troppi anni che manca,
dalla sua terra,
Mack non si vive,
soltanto di guerra.
Lasci or, che il vento,
rigonfi le vele,
ammaini quei teschi,
dalle bandiere.
Inverta la rotta,
con colpo di mano,
e felice ritorno
signor capitano".
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L'autore
Davide Ghiorsi
Commenti (2)
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Antonella1715 dicembre 2014
essere grandi vuol anche dire saper tornare... bella lirica che dona emozioni
Azar Rudif15 dicembre 2014
Bella la ballata ed i versi, senza dubbio, ma la grandezza non risiede neanche nei sentimenti. E' qualcosa che è in noi stessi ed è aldilà di ogni sentimento e di ogni altra invenzione umana. L'amore o i sentimenti sono per gli uomini come l'ancora per la nave.


