Un groviglio mi tiene
Un groviglio mi tiene parole snervate
La gente che campa che chiude il suo cerchio
Al mattino si leva sembrando contenta.
Il caffè non si sente che brucia la gola
Se fuori c'è vento
E la gente cammina pensando al domani
Il bambino già cresce, non sembra cretino
Farà strada un bambino che dice papà
A soli otto mesi.
E la gente, assonnata, mi sembra contenta
Di avere un lavoro, di bere un bicchiere
Con gli amici, la sera, di avere una donna
Da godere già pronta, ed il televisore
Ed il sabato sera di andare al paese
Con la utilitaria a trovare i due vecchi
Che è giusto onorare.
E dici che è bene trovar la distanza
Che muove la vita con delle parole.
Un groviglio mi tiene, parole snervate
E la pagina bianca.
Lo vedi quel sasso? Una vera montagna
Un giorno è crollato ma senza rumore.
Ed è levigato.
Capisci Vassalli? Non graffia quel sasso
La gente assonnata, mi sembra contenta,
Le piogge i torrenti le alte maree
Hanno limato le schegge ma senza rumore.
E dici che è bene trovar la distanza
Che muove la vita con delle parole.
La gente del Sud non torna al paese,
S'è rifatta la vita, una casa, il lavoro
S'è rifatto l'accento, mi sembra contenta
La gente del Sud non torna al paese.
E vuoi che parole snervate dall'uso
Raccolgano il senso di questa indolenza
Del cerchio che stringe la gente che campa
La fiat cinquecento, la gente contenta, la lavastoviglie
La gente che muore, il televisore, il Dash che fa bianco,
La gente che campa, il mobile antico.
Non graffia quel sasso, capisci Vassalli?
L'ha lasciato la gente a fermare le carte.
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L'autore
Salvatore Violante
Nasce a Boscotrecase (NA) nel 1943, vive a Terzigno in provincia di Napoli. Titoli di studio: Maturità Classica e Abilitazione Magistrale. Da universitario, non completa gli studi (Giurisprudenza a Napoli, Lettere a Salerno) preso dalla lotta politica e sindacale nelle fila della C.G.I.L. in quegli anni 60 che sembra
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