Beato te
Beato te che non sogni
che giochi e che ritorni,
beato te che voli senza le ali
ti ubriachi e dormi coi tuoi spilli
nel sonno di angeli tranquilli.
La solitudine è una barca a vela
prendi l ‘auto e la corriera,
i colpevoli sono i più sinceri
nello sbaglio di giovani puledri
e tanto vecchi per essere passeggeri
di un’ansia e una paura
sempre uguali
all’alba di un bel giorno di aquile
possenti contro tutte le infamie
e i venti crudeli nei mali miei.
Beata lei
allegra come un seno alto e fuori
dai prati di fiori
beato te che l’hai vista sorridere
nel pianto di un amore nelle sere
violente e passeggere
di anni in treno coi fumi tetri
dietro il paesaggio dei vetri.
©
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