Una nave alla deriva
fausto di pasquale
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Si assottiglia sempre più
il tempo della luce.
Dense e grigie nubi si intravedono
all'orizzonte, un orizzonte sempre
più lontano ed impenetrabile.
Giornate che non scandiscono più
le ore ed i minuti sono attimi con
un velo di tristezza.
Cantano i merli le sinfonie del passato
mentre i fringuelli ascoltano in silenzio.
Giù dal cielo scivolano lacrime di
mestizia ed il mare si accinge a
sollevare onde di paura.
Pacato è il diverbio tra vinti e vincitori,
sotto un manto di stelle il povero
rimarrà sempre più povero.
Affreschi di ombre giganteggiano
sul parquet della mia vita, il giorno
si vestirà d'amore ma io, non ci sarò.
Come un gabbiano triste e solitario
seguirò la scia di una nave alla deriva.
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L'autore
fausto di pasquale
Commenti (2)
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Antonella1719 dicembre 2014
una vena di triste malinconia, colma di ricordi del passato e ricca di pacatezza. Il sole rinasce... lirica molto sentita
Alberto De Matteis19 dicembre 2014
Quanta mestizia e tristezza in quella nave alla deriva! Ma bisogna reagire, con tutte le forze, per far prendere la giusta rotta.


