A proposito de Roma
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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E' una giusta difesa di Roma, secondo me, quella che tenta il poeta: oggidì la capitale, non per colpa sua, fa vivere nel lusso tanti onorevoli sfaccendati che vengono da fuori! Questa poesia mi ricorda "Li prelati e li cardinali" di G . G . Belli (allora, nella Roma papalina del primo Ottocento, il suo bersaglio non poteva essere che il mondo ecclesiastico): " (...) E qualunque città li più affamati / Li manna a Roma a cojonà er diggiuno. / Ma sarrìa poco male lo sfamalli: / Er pegg'è che de tanti che ce trotteno / Li somari so più de li cavalli. / E Roma, indove viengheno a dà ffonno, / E rinnegheno Iddio, rubben'e ffotteno, / E' la stalla e la chiavica der monno. "