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Poesia 23 dicembre 2014 · lettura 2 min · 895 letture

Andarsene o tornare? (è già Natale)

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Non perfora la notte questo grido Che il treno lancia abbandonando il Sud. Resta, come il mio pianto, sospeso Tra l'essere e il volere, tra la luce e la tenebra. Il treno scala questa lunga gamba Che il mar Mediterraneo rende snella E s'addentra in foreste e monti arcigni "Detti Appennini", mi par di risentire, "Colmi d'eventi e lutti, e d'eroismi a volte". Li vedo come sono questi monti Ai quali entro nel ventre mentre fuggo: Giganti indifferenti, potrei dire. E questa sonnolenza? È naturale, Dura da cinquant'anni questo viaggio. Lo sferragliar del treno induce il sonno E vince l'apprensione ed il rimpianto. La meta, remotissima, si frange Come spuma marina contro gli anni: Un approdo ineffabile. Riaprendo gli occhi si ridesta l'Eco Di questo treno scalpitante a notte, Riecheggia pur lo scricchiolio sinistro Di quella "punta di stivale rotto" che prende a calci i figli che detesta. Non vi so dir se stia tornando o parta, Se stia viaggiando solo o coi ricordi. Se dirvi "Bentrovati" o "Arrivederci". Se respirare ancora, o morir qui.
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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