Sentor di neve

Aulico espande il magico sentore
...eco solenne di campane
che annunciano la festa,
imberbi ricordi affollano,
come lucciole intermittenti
che sciamano nella testa,
queruli squillano trilli
nella mente,
rime divine e tenere filastrocche
che da giovani cuor traboccano.
Renne volavano in quel cielo
e mistici cori d’angeli
aleggiavano...
limpidi gli sguardi che sgranavano
mentre solerti manine
approntavano una grotta,
paglia secca, gelo e greppia
per un sì misero giaciglio.
Eppure... serra spietato in gola
un groppo...
presenta già il crepuscolo
sto’ giorno tanto breve
e forte espande col Natale
l’odore imminente della neve...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi24 dicembre 2014
Una bellissima poesia dove l'autrice non si sofferma sul momento attuale dove la neve sembra non voglia imbiancare candidamente il Natale ma con slancio emotivo si cala nel periodo poetando divinamente le assonanze del Natale con il paesaggio in modo divino.

