La ballata delle streghe

Avvicino tenera presenza
al momento resistente
con eleganti parole:
l’inizio è un morto di fame,
solo e poco corteggiato dal diavolo
che si presenta alla tavola imbandita dei confronti
con affascinante zelo
e fasci di fiori.
Adornano le sue chiappe d’oro
numerose coppie d’uccelli
sistemati in ordine ”sparso”,
abbindolati ed impegnati
a rompere gusci d’uovo
di pazienza altrui
seguace nel tempo.
Il tempo, il tempo
non va più di moda.
La sua metamorfosi stona
nel corteggiamento
sulle montagne russe
della vecchia e bacucca passione.
Non si può aprire
la portiera alla ragione, no!
L’istinto è prevedibile
di tradizionalismo,
sottospecie dimenticata
dell’individualismo ringhiante alla luna.
Ovvio è agire di conseguenza.
L’inizio
si sopporta
con motivazioni
uscite dagli errori di fabbrica,
luoghi comuni e cascate di braccia.
L’inizio
fa da tappezzeria
e mai farà colpo
sulle bandiere al vento
delle storie sfinite
in appellativi simili,
lunghi ed imbarazzanti.
Un inizio
sommerso dalle parole
a doppia direzione di marcia
che aprono la bocca all’affetto
ignorante di promesse.
Imbarazzanti silenzi
ballano la ciarda
sulle dichiarazioni d’amore leso.
©
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L'autore
Violeta C
La poesia è un’intima amica alla quale confidare ed affidare la mia anima. Vivo a L’Aquila dal 1994. Ho 2 figli adolescenti e lavoro come insegnante di sostegno. La passione per la poesia si è rivelata in seguito ad un tragico evento accaduto alcuni anni fa a L’Aquila: il terremoto dell’Aprile 2009. Ho iniziato a scr
Commenti (1)
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Cristiano De Marchi26 dicembre 2014
Sottilissima "prefazione" d'amore, l'inizio dimenticato, l'inizio fatto di silenzi e di parole inutili... L'opera scivola in modo delicato fino all'ultima strofa... troppo vera! Apprrezzata e conservata.
