Mi hai lasciata

Eri una fragile porcellana,
sommersa da corone reali,
e le stoffe di pizzo e seta
a fiocchi legavano l’inchiostro
dei tuoi splendidi capelli.
Mi hai lasciata con gelidi respiri nel vento,
immobili nel cercare il senso della vita.
Mi hai lasciata in quel giardino di chiese pietrificate
circondata da alberi senza vesti e sofferenti
per me nel richiamo di un’ultima canzone.
Sei stata una leggenda incapace di essere raccontata.
Mi hai lasciata con tanti perché
ai quali nemmeno il tempo darà una risposta,
mi hai strappato le radici inghiottite dal mio cuore
e lungo abiti nuziali di campane dorate ...
io ero lì con te.
Ero lì ferma e incosciente
come legata a tronchi di archi medievali.
Eri ferma ... perché eri ferma?
Mi hai lasciata piangere sulle tue spoglie
così vicine ad un passo dal cielo ...
Mi hai lasciata sola in una stanza
circondata da rose appassite
divenute ceneri di clessidre.
Tu per me eri la primavera
e io una piccola rondine,
ma come farò a volare
senza di te, senza il tuo calore,
senza il tuo incondizionato amore!
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Commenti (2)
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Francesco Rossi27 dicembre 2014
Una composizione poetica di tristezza che racchiude in un cerchio peculiarità importanti che nel trapasso vedono un quai essere portati via un essere rapiti non solo all'esistenza ma all'esistenziale.
g
genoveffa frau2 gennaio 2015
Lo strazio di una perdita, un vuoto incolmabile, sapientemente dipinto
