Ufficiale in seconda
Francesco Falconetti
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E sono ancora qui, stramaledetto mare
al largo di Durazzo o di chissà dove
tra fumo, grida e passeggeri inermi, eppure ancora piove
col freddo ed il vento gelido che non ci permette neanche di parlare
Io, uomo, ancor mezzo bambino
in questa nave che barcolla e piange tramortita
tra cento e cento occhi esausti, pieni di lacrime e ferite.
“Signor Capitano!” dici, c’è ancora tanta gente da salvare,
con i tuoi occhi azzurri tristi e seri, grigi di pensieri
di chi già ama
di chi t’ha già tradito
poi, di nuovo ti perdi e ti confondi
lì, tra i naufraghi
laggiù
tinto di grigio e d’azzurro in mezzo a quel mare così profondo così lontano
eppure già un po’ dimenticato
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero29 dicembre 2014
Sì ripete quel pianto nel mare, ancora sofferenza nei cuori. Molto apprezzata. Bellissima
Julie30 dicembre 2014
Pensieri grigi, senza colori calano su questa tragedia, tristezza e sofferenza si confondono nel'urlo del mare che colpa non ha. La nave che sembra sicura vacilla non il Comandante con il suo equipaggio pronto a sacrificarsi per la salvezza di tutti. Provenendo da una famiglia di naviganti, negli occhi la bianca divisa mi sento particolarmente vicina e questa poesia ha toccato il cuore nel profondo.


