Il cardiologo
Là, dietro la scrivania di quello studio,
impettito, con aria di grand’uomo
appena cenno degna dall’alto podio
a me, che formato ‘n gola s’era pomo
per ansia che petto tenea ‘n subbuglio,
maggior’ ancor a modi d’uomo tomo.
Già di suo, mio core era in scompiglio,
m’ancora più forte batte palpitio
e allora con preci a Maria m’appiglio
che, invero, tosto, quelle mie l’udio
e di subbuglio mi donò la calma
calcando mio dolore al grande buon Dio.
Poi, ch’accosta sala di gente fu colma,
cui parlottare di dentro si sentia
e già chetata appieno era mia alma
muto, ver me che, però, nulla sentia,
pari ad essere che non tien parola,
un solo cenno: ch’io di vesti svestia.
In vero era bell’uomo di gran mola
che si a gesti avesse seguito verbo,
con preparazion ch’avea d’alta Scola
si può ben dire senz’alcun riserbo:
sarebbe stato dei mastri lo maestro,
invece fu lo sgorbio de lo garbo
per li suoi modi di crudele mostro.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
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