Nel rammentar un angelo

Silente ridondava
il buio nella stanza
e forse fu il desio
o forse il sogno o semplice mancanza,
parmi di coglier
un frullo nella notte,
lieve come palpito di ciglia...
afflato appena sospirato
che sorprende
e che l'ansia e l'oscurità inghiotte
e così nel dormiveglia
mi giunse un nome
appena sussurrato...
ed io rividi te,
fulgida di luce in quel sorriso
e come in un bacio avevi una mano tesa,
colei che insieme al sangue
mi donò carne, cuore, essenza
e mai nulla chiese in cambio
e allora piansi...
oh, quanto dolce risultò il momento
nel rammentar il mio angelo in quel pianto...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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