Alzami

Alzami da quella piattaforma di vergogna
e gettami nell’ inferno da cui sono resuscitata,
sospirami vegetazioni inchiodate in stagioni di follia,
non dipingere il mio volto ... baciami sopra ogni limite.
Non puoi odiarmi per aver sofferto lungo rive di tempo,
voglio essere vera sopra rocce di montagne.
Striscia le tue dita con amarezza sanguinosa
e d’inverno cerca di trovare una via sperduta ... come me!
Rido con navigatori temporali e mi chiudo in scatole di fischi,
liberami da quelle catene ricoperte da piumoni di acciaio.
Non riuscirai a sciogliermi ... vivo in una fortezza
e la guerra dalle mie radici rugose
in carezze di noia è nata.
Alzami dai veli primogeniti e gettami nella realtà,
non lasciarmi andare nella triste crudeltà ...
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