La grotta era vuota
Hariseldom
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La grotta era vuota a Betlemme
e io avevo ancora le gemme
piccoli resti di un bivacco
e pezzi di tela di sacco.
Nessun re in quella stalla
solo mosche e sterco di vacca
e di fieno appena una balla.
Mi addormentai in quella baracca
mentre lontano qualcuno cantava
un canto, una nenia,
mentre il sole dietro il monte
si coricava.
Soldati romani di guardia alle porte
ma di quel bambino
nessuno sapeva la sorte.
Dove era il re dei Giudei
colui che non aveva più dei
un piccolo nata da donna bambina
anche lei figlia di Palestina.
Parlava di un vecchio marito
da una ferita al braccio
appena guarito.
Mi raccontava di quella storia
mentre declamava dei zeloti la gloria
mi portò anche del piacere
ma il mio volto non volle vedere.
Sono un magio perduto
e a quella donna
le mie gemme ho venduto.
Per il suo corpo
per quella vita
oltre la sabbia
la Palestina tradita.
Non ho mai saputo la verità
ma di quel bambino ho sentito parlare
tra bivacchi di pastori
e nella sinagoga di colti dottori.
Ma io ricordo gli occhi della meretrice
mentre mi raccontava di quel bambino
e raccontando sembrava felice
ora lei
ha un bambino figlio di un mago
conosciuto per caso
una notte stellata.
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