Sento in me
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...lacrime e spari, disperazione e tanto freddo... quello che è innegabile, ciò che non può essere dimenticato è il perpetrarsi perenne e senza fine del maligno! ciò che spinge l'uomo a dare sempre per l'eternità il peggio di se stesso, e sì che ci si sente atterriti, disperati ed un gran freddo fino alle ossa!!
Un io che si ribella, un io che sente in sè capovolgersi quanto ha intorno, quanto strozzata ferisce la disperazione e quell'istinto che vorrebbe urlare. In questa poesia si legge e si avverte come può sentirsi l'anima davanti a certi momenti, davanti a sé stessi quando il buio, l'urlo della voce e la nebbia agli occhi, prendono il sopravvento.
sento in bocca il freddo della canna del tuo fucile... splendido grido tra i sentimenti contrastanti che ci fanno provare come si dice:"farebbero scappare la pazienza pure a un santo. un inchino all'autore.
toh! una poesia... vale a dire quella 'cosa' che nel breve spazio di lettura, sveste il personale entrando nell'universale per rimanere 1000 anni, decantata o silenziosa che sia... breccia in quel che si dimentica e accantona nella fretta... a questo "servono" i poeti
Incisiva e drammatica. Nella sua brevità è di una potenza inusuale, colpisce e fa riflettere. Un lavoro da studiare con attenzione. Ottimo.





