Sono un pescatore di archibugi
Hariseldom
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Nel mio vagare
tra montagne e mare
arrivai in una spiaggia
con alle spalle una foresta selvaggia.
Trovai dei religiosi
tra loro alquanto litigiosi
ma tutti figli dello stesso padre
e forse di unica madre.
Vendetti loro alcuni archibugi
diedi anche della carne
ai loro segugi.
Cani dall'olfatto assai fine
allevati tra petrolio
e droga in bustine.
Chiesi loro la strada per il paradiso
mi diedero quattro ciotole
e un pugno di riso.
Perché erano molto avari
e non davano a nessuno
i loro denari.
Incontrai un pellicano drogato
fumava molto
ed era cieco grasso e storto.
La fascia sul becco da guerrigliero
gli vendetti per del sugo
un elmo con cimiero.
Sono un pescatore di archibugi
intento a mille sotterfugi
sfuggito per miracolo
all'ufficio recupero crediti
e da due bulgare
con aliti fetidi.
Volevano fare l'amore
sotto la luna
ma avevano grassi sederi
e io non volevo nessuna.
Alla fine del mio viaggio
sono arrivato sulla montagna assolata
era quasi fine giornata
e vidi una sfilata di intima moda
ma era solo un miraggio.
Ora dipingo
rocce di grigio
pulisco dal petrolio
la mia fedina penale
per uscire da una vita virtuale
ed entrare
nel paradiso dei venditori d'archibugi
quello in cui si entra
da cunicoli che sono stretti pertugi.
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Hariseldom
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