Panta rei
Mirela Stillitano
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Chi ha rubato
il canto dei miei giorni felici?
È una domanda senza tempo,
una risposta nascosta
nel rivolo che ho attraversato
fra le tue braccia,
la notte della civetta
rassegnata al soliloquio
e dell'allodola triste,
che distratta dalle stelle
rimase appesa al cielo.
La luna di cera
immobile ci scrutava,
e tu annaspavi fra giunchi e canne
dominate dal vento,
una pioggia che non c'era
rendeva la tua paura più vera.
Correvi
e la vita voleva ucciderti,
in quella fuga con te
ci avrei speso tutti i miei giorni,
ma breve fu il tragitto.
Mi lasciasti al sicuro da niente
a illudere l'attesa di un uomo
che non poteva più tornare.
Due volte lo stesso fiume
abbiamo attraversato
e tutto di noi era ormai cambiato,
tu, spettro di un abbraccio
che non avrei più avuto,
io, con gli occhi ancora appesi al cielo
ad aspettarti.
©
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Mirela Stillitano
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