Eutanasia

Oh dolce Eutanasia,
sbrana il mio volto di baci
districa la mia gola
coi tuoi denti di vipera,
sono stanca di dormire
in una scatola,
di dissetarmi con lo sgocciolio
delle pareti,
d'usar la mia febbre
come focolare per la sera.
Ho questa infezione nel petto
che pulsa e mi asfissia in rantolo,
essa non ha nome né cura
mi squarcia ed io indarno m'affanno
a placare questa lenta tortura.
Bucami il braccio come flebo,
verme nauseabondo, e fammi da vena
ché la mia l'ho lesa, mi era catena.
C'è chi dice che non dai che rancore,
che sei una sciagura, un peccato capitale
ma io preferisco decompormi nell'orrore
che assistere a questa carneficina plateale.
Mi spalanco quando sul cranio
batti le nocche
e mi coli come candela
nell'orbita tenebrosa
per calar un sudario di cera
sulla carcassa mia
ripugnante, martoriata;
poi mutarmi in statua
e sul rogo farmi ardere al tuo fianco,
Eutanasia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
E
Tutte le opere →
L'autore
Elizabeth Nightley
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!